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Radici, memoria, profezia

Convegno Am.Or 2004. Antonella Anghinoni

 Amore incondizionato, Elisabeth Sundance  

Radici: è l’andare alla sorgente del nostro essere e del nostro essere donne, all’origine della nostra esistenza per fare memoria.

Il fare memoria è  espresso da quell’atteggiamento meditativo, che ci rimanda al ‘portare nel cuore’ di Maria.

Tutto questo per diventare profezia, oggi.

 

 

 

 

 

Con Antonella Anghinoni rivisitiamo alcuni passi del libro di Genesi e vediamo qualche figura femminile significativa dell’Antico Testamento.

Continuiamo, dunque, quel percorso che fa illuminare la vita con la Parola di Dio. Ci dà gioia che la Parola di Dio venga letta, interpretata, approfondita al femminile, e come altre volte abbiamo potuto notare è sorgente di intuizioni nuove, profonde, alternative che andranno a giocare in reciprocità con quanto ci è stato proposto finora.

 

dall’introduzione di sr Graziana Morandin

 

 

 

 

Marc Chagall, Bibbia 

Una ri-lettura del testo di Genesi sulla creazione….

 

  Dio dice: “Facciamo l’uomo- adam a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza e domini sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, sulla terra.

Facciamo. I padri della Chiesa dicevano che questo plurale era riferito alla Trinità che, consultandosi, crea l’uomo. E’ abbastanza improbabile perché questa pagina è stata scritta molto prima di una comprensione trinitaria. Nel pensiero ebraico non c’è mai una sola teoria. Quando si trovano due ebrei a parlare hanno sempre due idee diverse, ma questo a loro non fa problema. Quello che noi viviamo, a livello teologico e non solo, come conflitto, il pensiero ebraico lo vive come tensione dialettica. Questa visione è molto importante perché avvicina sempre più alla verità: l’atteggiamento di  ricerca è molto più vicino alla verità  perché nessun uomo ha la verità in tasca. Siamo in ricerca e solo dialogando possiamo raggiungere, insieme, la verità.

Gli ebrei dicono che Dio si sia consultato con la corte celeste, con gli angeli, esprimendo il desiderio di fare l’umanità a loro immagine  e somiglianza.

Che cos’è l’immagine e la somiglianza? E’ qualcosa di molto vicino a Dio ma anche  qualcosa di molto diverso: l’uomo è creatura, è stato creato il sesto giorno ed è diverso da Dio, ma è anche simile a Dio, è  qualcuno che rimanda a Dio.

Questo plurale in grammatica si dice ‘implicativo’: Dio ama talmente tanto la creazione,  da esserne implicato in prima persona.  Padre Vanni dice che per Dio la creazione è un sogno, è così felice di creare l’uomo che parla al plurale.

Lo stesso concetto è espresso in Gen. 2 con l’azione dello sporcarsi le mani di Dio.

 

dalla relazione di Antonella Anghinoni