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Presenza Donna cura le meditazioni della novena a S. Libera (Malo)

Leggi e scarica i testi completi di tutte le omelie al femminile!

Come da
tradizione, la parrocchia di Malo (VI) propone una novena a santa Maria
Liberatrice dal 30 agosto all’8 settembre
. Nel santuario dedicato alla santa (via S. Libera, Malo), con la
preghiera del rosario alle 5.30 e laS. Messa alle 6.00, la novena accompagnerà
i fedeli verso l’importante festa mariana.

Presenza Donna
ha accolto l’invito della parrocchia di Malo a curare le meditazioni durante la
novena. I brani del Vangelo delle Messe seguiranno il filo conduttore “Nella vita di Gesù, le donne”, e le
omelie saranno tenute da Donatella Mottin (direttrice CDS Presenza Donna), e dalle
orsoline suor Federica Cacciavillani e suor Elisa Panato (rispettivamente presidente
e socia di Presenza Donna). Tre voci della nostra associazione si alterneranno
dunque per dare voce alle donne che in vario modo hanno incrociato i passi di
Gesù e lo hanno seguito: l’annunciazione a Maria e la sua visita ad Elisabetta,
le nozze di Cana, le discepole di Gesù, Maria di Màgdala, l’emorroissa, la
donna siro-fenicia, l’unzione di Betania, Maria e le donne sotto la croce, le
donne nella genealogia di Gesù.

Per tutta la
durata della novena e anche oltre, verrà inoltre riproposta la mostra “Le belle, le furbe, le cattivissime… Le donne nella
Bibbia”
, già ospitata da Presenza Donna (in collaborazione con la comunità
evangelica di Vicenza) durante il Festival biblico (vd. qui). Le bellissime
illustrazioni della pittrice Silvia Gastaldi saranno esposte, a ingresso
libero, nel Duomo di Malo, dal 29 agosto
al 13 settembre, con orario 7.00-19.30
.

Sabato 12
settembre, infine, l’associazione terrà un intervento di presentazione e
testimonianza all’interno del concerto “LiberaVoce”, proposto dal Gruppo Corale
Xinfonia, alle 20.45 presso il Santuario di santa Libera.

IN ALLEGATO A QUESTO ARTICOLO (VD. SOTTO), È POSSIBILE LEGGERE E SCARICARE I TESTI COMPLETI DI TUTTE LE OMELIE!

 

 domenica 30 agosto – MARIA DI MAGDALA (Gv 20,1.11-18)

“Maria di Màgdala piange, e guarda al sepolcro. Ma il nostro Dio, il Dio
di Gesù, non è il Dio dei sepolcri, non è il Dio dei morti: è Dio della
vita, che fa cambiare lo sguardo, non ci lascia rimanere con l’immagine
della morte. Si fa riconoscere come il Vivente: Maria deve però
voltarsi, lasciare lo sguardo che ha ancorato al sepolcro e ancorarlo al
Signore Risorto. Come lei ha fatto fatica a riconoscerlo, facciamo
fatica anche noi a intravedere i segni
di risurrezione nella nostra vita. Eppure è importante VOLTARCI, non
restare ancorati alla morte, al dolore alla perdita, ai torti subiti, al
male ricevuto, ai rancori, alla visione di una società egoistica che
vuole tutto per sé, senza condividere la vita e i beni con chi ha poca
vita e pochi beni. Per poter accogliere la forza del Signore Risorto,
occorre voltarsi verso di lui, lasciare la visione mortifera
dell’esistenza” (suor Federica Cacciavillani).

 lunedì 31 agosto L’ANNUNCIAZIONE A MARIA DI NAZARETH (Lc 1,26-38)

“Ogni vocazione funziona come quella di Maria: per attrazione, non per
costrizione. E le costrizioni, le imposizioni dall’esterno, possono
essere molte, in tutte le vocazioni: i genitori pensano che tu devi
sposarti e con un determinato tipo di uomo o di donna, o la situazione
sociale impone finemente, sottilmente, che alcune scelte sono ormai
vecchie, fuori moda, e vengono inferiorizzate…
La vocazione, la chiamata di Dio, è sempre per attrazione: questo non significa che sia
solo il ‘mi piace’ a cui facebook ci sta abituando. È un ‘mi piace’
profondo, che coinvolge i sentimenti, la testa, il corpo, il senso di
responsabilità, oltre che l’emozione. Dio propone, non impone: attrae,
non toglie libertà. Dio parla a tutto il nostro essere: così noi
comprendiamo come e dove lui ci chiama, rimanendo poi saldi nella scelta
che lui ci ha accompagnato a fare e continua a farci fare. Anche per la
Vergine Maria c’è stata questa ‘attrazione’ per Dio, lo scoprire il
volto di un Dio vicino, con-lei, tanto da renderla feconda: non un Dio
lontano, rinchiuso lassù nei cieli, ma vicino a tutta la sua vita di
donna, un Dio vicino a tutte le vicende umane. Maria è stata fedele al
suo sì, perché Dio è fedele alle sue promesse: è possibile, anche per
noi, dire con Maria: Eccomi, sono la serva del Signore” (suor Federica
Cacciavillani).

martedì 1 settembre MARIA ED ELISABETTA (Lc 1,39-56)

 mercoledì 2 settembre MARIA ALLE NOZZE DI CANA (Gv 2,1-11)

“Maria non dice ‘non c’è più vino’, ma ‘non hanno più vino’. Non è la
mancanza del vino che la preoccupa, Maria è preoccupata per gli sposi;
lei ci aiuta a comprendere, con l’attenzione del cuore, che forse il
contrario dell’amore non è l’odio ma l’indifferenza, e il contrario del
vivere insieme, in comunione, è la distrazione, il voltarsi dall’altra
parte” (Donatella Mottin).

 

giovedì 3 settembre – DISCEPOLE
LIBERATE, IN CAMMINO CON GESU’
 (Lc 8,1-3)

“I vangeli parlano poco delle
discepole, qui l’evangelista Luca ci ricorda che invece erano presenti fin
dagli inizi. Ciò costituisce una sfida verso la cultura del tempo e mette in
luce come Gesù, superando ogni discriminazione e rispettando le capacità di
ciascuno, abiliti tutti all’ascolto e all’annuncio della bella notizia”
(suor Elisa Panato).

venerdì 4 settembre – L’EMORROISSA:
TOCCO DI FEDE CHE APRE ALLA VITA
 (Lc 8,42-48)

“Gesù sente il tocco di questa umile
donna, sente che una forza è uscita da lui e chiede: «Chi mi ha toccato?».
Pietro risponde a Gesù, quasi sorridendo, che tutti lo stanno toccando, perché
ci sono molte persone intorno a loro. Ma la domanda di Gesù può essere così
interpretata: «Chi ha avuto così tanta fede in me da ottenere un miracolo anche
a mia insaputa?». E lo sguardo carico di misericordia di Gesù incontra la fede
della donna. E Gesù non solo la guarisce, ma la riabilita socialmente”
(suor Elisa Panato).

 sabato 5 settembre – LA DONNA SIRO
FENICIA
 (Mc 7,24-30)

Maria ha generato Gesù
nella carne, ma abbiamo testimonianza dai vangeli che ci sono state altre donne
che lo hanno, se così si può dire, ‘generato’ alla missione: come la donna
madre siro-fenicia. Questa madre chiede a Gesù che liberi sua figlia da uno
spirito impuro, da un demonio che possedeva la figlia: una malattia, o una
depressione, una situazione di malinconia che molte bambine diventando donne
vivono: rifiutando di crescere, rifiutando di mangiare, di prendere cibo, di
relazionarsi con una vita che sembra non avere senso per loro… Gesù reagisce
molto duramente: ” Non è bene prendere il pane dei figli e darlo ai cagnolini”.
Il Gesù buono, che ama tutti, quasi offende questa donna straniera e il suo
dolore di madre? Solo perché era pagana, e gli ebrei chiamavano “cani” i
pagani? Eppure il desiderio di liberare sua figlia è per questa donna così
forte che non ha paura di osare, di osare oltre quella durezza delle parole,
quell’atteggiamento difensivo di Gesù che sembra incapace di ascoltare
l’altro.” Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei
figli”. La madre della figlia posseduta da uno spirito impuro diventa madre
della missione, mostra a Gesù un orizzonte diverso rispetto al suo punto di
vista: non è chiamato solo per le pecore perdute di Israele, per i figli, ma
anche per coloro che sono intorno a Israele, per i pagani, perché tutti possano
saziarsi della misericordia di Dio. Da Gesù accogliamo la salvezza, il senso
della vita, chiediamo la liberazione dai demoni della divisione e della
discriminazione ci cibiamo del pane che Lui ci dona, briciole di cielo che
nutrono una nuova umanità (suor Federica Cacciavillani).

domenica 6 settembre – MARIA DI BETANIA (Gv 12,1-11)

Il gesto di Maria di
Betania compiuto sei giorni prima di Pasqua sembra annunciare una nuova umanità
che può imparare ad amare a “dismisura” perché ha visto, su una croce, qual è
la misura dell’amore…Il gesto di Maria ci spinge a inventare e a compiere gesti
che possano riempire gli spazi in cui siamo chiamati a vivere, con il loro
“profumo” di vita, per coprire, quanto più ci è possibile, ogni odore di morte (Donatella Mottin).

lunedì 7 settembre – MARIA E LE DONNE SOTTO LA CROCE (Gv 19,25-27)

“Donna, ecco tuo
figlio
E al discepolo: ecco tua madre.
E da quell’ora il discepolo
l’accolse con sé”.

Gesù affida la donna che lo ha generato, sua madre, al
discepolo amato: che la accoglie, la tiene con sé, fino alla fine dei giorni.
Il discepolo amato è figura di tutti noi, discepoli e discepole: è figura della
chiesa. Questo discepolo amato è figura anche di noi che oggi siamo qui a Santa
Libera, a pregare. Non è solo Maria che ci accoglie, ma siamo anche noi che
accogliamo lei, che custodiamo la Madre. Come chiesa, come comunità cristiana,
accogliamo e custodiamo la Madre Maria: accogliamo e custodiamo la sua vita
dopo l’ora di Gesù. E lei diventa nostra madre, in un rapporto di reciprocità,
di bene reciproco. Questo ‘affidamento’ della madre a noi discepoli e discepole
ci porta anche a dover allargare la casa, o almeno a condividere gli spazi,
come avrà dovuto fare il discepolo amato: accogliendo come figli tutta la
famiglia di questa Madre di Dio, che è la famiglia umana (suor Federica
Cacciavillani).

 

domenica 8 settembre – NELLA GENEALOGIA DI GESU’,
LE DONNE
 (Mt
1,1-16.18-23)

“Ma tu , di chi sei?”

Sapere da chi vieni,
chi ti ha generato, vuol dire riconoscere di far parte di una famiglia, di una
storia. Per l’evangelista Matteo è importante dir