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Maria, madre e sorella

L’immagine di Maria come madre è parte integrante di quanto ci viene tramandato da sempre. Riflettere sul mistero dell’annunciazione, sul sì di Maria detto a Dio accettando così di diventare spazio per il concepimento di Gesù e “arca” della presenza di Dio nella storia, così come sulla nascita a Betlemme in condizioni di estrema fragilità e di oppressione romana, ci permettono di cogliere la sua dimensione di Madre che – sin dall’inizio – si prende cura di colui che sarà incarnazione dell’amore di Dio per il mondo. Per circa trent’anni, di cui non conosciamo quasi nulla, Maria è madre nel quotidiano di Nazareth.

In questo mese di maggio, dedicato dalla chiesa a Maria, potremmo cercare di meditare in modo particolare anche su di lei come sorella. Io penso che questa dimensione Maria l’abbia vissuta in modo più consapevole dopo l’incontro “mancato” con il figlio, raccontato dai sinottici.

Gesù aveva iniziato la sua vita pubblica entrando subito in contrasto con gli scribi e i farisei che lo consideravano posseduto da Satana.

Maria e i suoi parenti, sentito cosa stava accadendo, lo raggiunsero dove si trovava, in mezzo a gente numerosa e diversa, e volevano portarlo via – probabilmente per proteggerlo com’è istinto di ogni madre – perché lo ritenevano “fuori di sé” (Mc 3,21).

La risposta di Gesù, a chi gli diceva che i suoi lo cercavano, è dura e sicuramente segna una rottura: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? […] chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre” (Mc 3,33-35).

Da quel momento, credo che Maria diventi soprattutto sorella. Mette, come sempre nel cuore, le parole del figlio, le custodisce cercando di comprenderle e si mette alla sequela (non sappiamo se fisica o interiore) come quel gruppo di donne che lo segue fin dalla Galilea; cerca di cogliere il vero annuncio di libertà, vivendo con quelle sorelle le attese, le speranze, i dubbi.

Con loro, alla fine, si trova sotto alla croce a condividere il dolore più grande: per sempre sorella e di nuovo madre nelle parole del figlio: “Donna, ecco tuo figlio”[…] e al discepolo “ecco tua madre” (Gv 19,26-27).

Donatella Mottin

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