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1° gennaio – Giornata mondiale per la pace: il messaggio di Francesco

“Le donne, in particolare, sono spesso leader di nonviolenza”

Riportiamo qui sotto il messaggio di papa Francesco per la 50a Giornata mondiale per la pace, che si celebra il 1° gennaio 2017. Nel bellissimo testo, alcuni importanti richiami anche alle donne di pace come Leymah Gbowee. La sua storia è quella di un impegno di pace dentro uno dei conflitti più sanguinosi della storia recente dell’Africa, conosciuto soprattutto per il triste fenomeno dei bambini soldato. Lei stessa profondamente segnata dalle violenze della guerra, Leymah Gbowee – cristiana luterana – aveva avviato un movimento di donne cristiane e musulmane che si riunivano a pregare per la pace. E intorno a questo gesto comune aveva fatto crescere un gruppo di pressione delle donne in favore del negoziato. Tanti i gesti pubblici portati avanti, compresa l’idea di uno «sciopero del sesso». Nel 2003, infine, nel momento decisivo delle trattative, Gbowee organizzò una barriera umana di duecento donne che ad Accra impedì ai rappresentanti dell’allora presidente Taylor e degli altri signori della guerra di uscire dalla sala in cui erano riuniti finché non avessero raggiunto un accordo. Alla fine la pace arrivò e poco dopo anche l’elezione di una donna, Ellen Johnson Sirleaf, come nuovo presidente della Liberia. Un contributo riconosciuto a livello internazionale nel 2011 con l’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Leymah Gbowee ed Ellen Johnson Sirleaf. (fonte)
 

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
L GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 

1° GENNAIO 2017

 La nonviolenza: stile di una politica per la pace

 1. All’inizio di questo nuovo anno porgo i miei sinceri auguri di pace ai popoli e alle nazioni del mondo, ai Capi di Stato e di Governo, nonché ai responsabili delle comunità religiose e delle varie espressioni della società civile. Auguro pace ad ogni uomo, donna, bambino e bambina e prego affinché l’immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona ci consentano di riconoscerci a vicenda come doni sacri dotati di una dignità immensa. Soprattutto nelle situazioni di conflitto, rispettiamo questa «dignità più profonda» e facciamo della nonviolenza attiva il nostro stile di vita.

Questo è il Messaggio per la 50ª Giornata Mondiale della Pace. Nel primo, il beato Papa Paolo VI si rivolse a tutti i popoli, non solo ai cattolici, con parole inequivocabili: «E’ finalmente emerso chiarissimo che la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso (non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile)». Metteva in guardia dal «pericolo di credere che le controversie internazionali non siano risolvibili per le vie della ragione, cioè delle trattative fondate sul diritto, la giustizia, l’equità, ma solo per quelle delle forze deterrenti e micidiali». Al contrario, citando la Pacem in terris del suo predecessore san Giovanni XXIII, esaltava «il senso e l’amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore». Colpisce l’attualità di queste parole, che oggi non sono meno importanti e pressanti di cinquant’anni fa.

In questa occasione desidero soffermarmi sulla nonviolenza come stile di una politica di pace e chiedo a Dio di aiutare tutti noi ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali. Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme.

Un mondo frantumato

2. Il secolo scorso è stato devastato da due guerre mondiali micidiali, ha conosciuto la minaccia della guerra nucleare e un gran numero di altri conflitti, mentre oggi purtroppo siamo alle prese con una terribile guerra mondiale a pezzi. Non è facile sapere se il mondo attualmente sia più o meno violento di quanto lo fosse ieri, né se i moderni mezzi di comunicazione e la mobilità che caratterizza la nostra epoca ci rendano più consapevo