Skip to content Skip to footer

Libano: una crisi senza fine

La volontaria del Servizio Civile racconta l’incontro

Martedì 11 gennaio 2022, presso il Centro Culturale San Paolo di Vicenza, si è tenuto l’incontro “Libano: una crisi senza fine”. Moderati dalla giornalista Lorenza Zago, appartenente all’Associazione “Non Dalla Guerra”, durante la serata sono intervenuti il dott. Luciano Griso, medico referente di “Medical Hope” e di “Mediterranean Hope”, e la prof.ssa Sara Manisera, giornalista freelance che ha vissuto per circa 4 anni in Libano. Nel corso dei vari interventi, attraverso video e racconti, sono state messe in luce le condizioni dei rifugiati in Libano, varie associazioni e il progetto dei “Corridoi umanitari”.

Il primo ad intervenire è stato il dott. Luciano Griso che ha portato all’attenzione la grave situazione del Libano, caratterizzato dalla forte crisi economica, dalla conseguente povertà e da una cattiva situazione sanitaria. Quest’ultima è la difficoltà su cui si concentra la sua attività. Dall’esigenza di poter garantire a tutti un livello di assistenza sanitaria di base, nel 2016 è nato il progetto di “Medical Hope”, grazie alla Federazione delle chiese Evangeliche in Italia. Infatti, in Libano il sistema sanitario nazionale è prevalentemente privato, per cui la fascia più povera, insieme ai milioni di rifugiati siriani, rimangono esclusi dal ricevere prestazioni mediche adeguate.

Un altro progetto che ha presentato il dott. Griso riguarda i “Corridoi Umanitari” che nascono in seguito alla tragedia del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre del 2013. Dopo questo drammatico episodio, si è cercato di elaborare un metodo affinché i migranti potessero raggiungere le coste europee in maniera sicura e legale. Nel dicembre del 2016 il Governo italiano ha firmato il primo protocollo per regolare il progetto dei “Corridoi Umanitari”, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Cei-Caritas, completamente autofinanziato. Tra le varie organizzazioni coinvolte c’è la locale “Nation Station”, fondata in seguito all’esplosione del 4 agosto 2020 del porto di Beirut, da giovani del quartiere più colpito (Geitawi). Il loro scopo è quello di aiutare il proprio Paese nella ripresa.

Nella seconda parte, la giornalista freelance Sara Manisera ha riportato, attraverso racconti e video, quella che è stata la sua esperienza durante i 4 anni in cui ha vissuto in Libano. In uno dei suoi video ha presentato le ragazze di “Basket beats borders”, squadra di basket composta interamente da ragazze libanesi e siriane del campo profughi di Shatila. Il loro coach ha pensato di utilizzare lo sport per unire, fortificare e rendere indipendenti queste ragazze e di renderlo uno strumento di coesione sociale e di prevenzione dei conflitti. In un passaggio del video, le giovani hanno manifestato di sentirsi coinvolte e valorizzate in questo progetto di inclusione sociale.

La giornalista Manisera ha poi raccontato la storia della start-up di giovani “Live Love Leban” una ONG libanese, nata con lo scopo di promuovere e diffondere la bellezza del Libano in tutto il mondo. Dopo l’esplosione del porto di Beirut questa associazione si è reiventata, creando l’applicazione “Live Love Recycle” in cui vengono raccolti e riciclati i rifiuti dei cittadini libanesi, in particolare il vetro rotto dopo l’esplosione.

La situazione difficile che il Libano sta attraversando è emersa con chiarezza durante la serata. Purtroppo è sempre impegnativo accettare che, non lontano da noi, ci sono persone che vivono in situazioni estreme e al di sotto della soglia di povertà. Tuttavia, è stato interessante scoprire che ci sono molte persone disposte a fare del bene, che investono le loro energie per far conoscere questi disagi e che si spendono per aiutare il prossimo.

                                                                                                                                                                                                                          Astrid Caleffa

Leave a comment