Un sistema di violazione della dignità dei lavoratori

  • 31.1.2020
La sera del 21 gennaio 2020 alle 20.30 presso l’Istituto professionale S. Gaetano si è svolto l’incontro riguardante "Il caporalato e l’imprenditoria migrante in Veneto”. L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri promosso da alcune associazioni locali che fanno parte della Rete Verso Città Migranti. Sono intervenuti Grazia Chisin (Uil), Silvana Fanelli (Cgil), Sergio Spiller (Cisl) e Fabio Valerio (Centro Astalli Vicenza) e hanno presentato un’analisi del fenomeno del caporalato nella nostra Regione.
È emerso che questo è una forma di intermediazione illecita del lavoro gestita da un caporale che offre una mansione e si serve di un intermediario incaricato a reperire forza lavoro, in particolare migranti. Se negli anni passati questo fenomeno era diffuso nel sud Italia, oggi è presente anche nel nord, anche in Veneto. In genere il caporalato viene associato all'agricoltura (pomodori), ma oggi si riscontra anche in altri settori (alberghiero, volantinaggio, consegna a domicilio, etc.).
Questo sistema è una violazione della dignità del lavoro perché non tutela in alcun modo le persone e mediante lo sfruttamento insieme ad un rigido controllo, nega loro la possibilità di una giusta retribuzione e di un’esistenza dignitosa. Per contrastarlo è stata emanata una normativa specifica, in linea con gli artt. 35-36 della Costituzione, in particolare in Veneto è stato stipulato un Protocollo Regionale.
Questo ha coinvolto non solo gli esperti, ma anche agenzie del lavoro e sindacati accomunati dal raggiungimento di alcuni obiettivi: tutela della salute e della sicurezza, formazione, prevenzione e sensibilizzazione sul fenomeno.
Ho partecipato con grande interesse all'incontro e come cittadina penso sia importante porre attenzione sulle scelte dei nostri acquisti perché se non consideriamo l’altra faccia della medaglia, inconsapevolmente rischiamo di contribuire anche noi a portare avanti i meccanismi di sfruttamento e disumanizzazione che sono presenti in certi ambienti di lavoro.

Daniela Bicego
Volontaria S.C.U.

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