Riflessioni al femminile dal convegno inter-facoltà di Padova

  • 30.4.2019

Venerdì 12 aprile 2019 si è tenuto a Padova, nella sede della Facoltà Teologica del Triveneto, il convegno «Sinodalità: una chiesa di fratelli e sorelle che camminano e decidono insieme», al quale ho potuto partecipare come volontaria del CDS Presenza Donna. In questa sede, è stato per me molto interessante poter ascoltare teologi e teologhe che hanno preso parte alla riflessione circa la questione de «La sinodalità nella vita e nella missione della chiesa» (oggetto di studio della Commissione Teologica Internazionale).

I molteplici contributi portati dai relatori rispetto al tema della sinodalità sono stati ciascuno a suo modo coinvolgente, perché capace di presentare questioni, stili, dinamiche e documenti che, osservati e studiati in modo complessivo, hanno dato (e continuano a dare) vita al cammino del popolo di Dio. Dalle riflessioni emerse nel gruppo di lavoro «Formare ad una "mentalità sinodale”» moderato dalla teologa Assunta Steccanella (Facoltà Teologica del Triveneto), ad esempio, ho compreso come la sinodalità passi prima di tutto attraverso la necessità di una mentalità nuova nel cristiano, il quale deve accettare di entrare consapevolmente in un processo di conversione costante, pastorale e missionaria, consistente proprio in un rinnovamento di mentalità, attitudini, pratiche e strutture per essere sempre più fedele alla sua missione. Pertanto, da un lato ogni battezzato è chiamato ad essere discepolo sinodale, attraverso una formazione alla mentalità sinodale stessa, dall’altro va promossa una chiesa attenta ad ogni persona, capace quindi di vivere il dialogo a tutto campo, in un atteggiamento di ascolto radicale «ad intra» e «ad extra».

L’intervento di Serena Noceti (Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana), «Elaborare decisioni nella chiesa: una prospettiva ecclesiologica» ha avuto come filo conduttore il tema della responsabilità decisionale nella chiesa. La teologa, nel presentare la sua riflessione, si è avvalsa anche di apporti che provengono dalla sociologia delle organizzazioni, per mostrare come l’atto di decidere sia un processo articolato in più fasi conseguenti. Noceti ha poi sviluppato il discorso soffermandosi sulla visione processuale del decidere, evidenziando come, tra le strutture di partecipazione ai processi decisionali (consigli pastorali, presbiteriali ed episcopali), debba nascere una governance cooperativa che a livello di chiese locali dia modo alle varie componenti di confrontarsi per «dar vita a processi che costruiscano un popolo» (EG 224). Molto interessanti sono state due problematiche evidenziate dalla teologa al termine del suo discorso. Per quanto riguarda la prima, rispetto alla questione del genere, è stato sottolineato il fatto che «nei processi decisionali della chiesa, a tutti i livelli, è incontestabile la presenza di un gap di genere tra uomini e donne: evidentemente solo un processo articolato nell'elaborare decisioni può custodire la parola autorevole delle donne e valorizzare l’apporto di esperienza e competenza che è loro proprio». In relazione alla seconda, invece, circa il «noi ecclesiale» prospettato dal Concilio Vaticano II, l’accento è stato posto sulla necessità di passare da una leadership a matrice tradizionale ad una leadership trasformativa, affinché il vescovo, che per suo ruolo può animare i processi decisionali, non manchi di avere la forza di coinvolgere in decisioni corali quanti sono chiamati a guidare una chiesa locale.

Le due proposte di Steccanella e Noceti, tra le altre, mi hanno fatto riflettere in modo particolare, forse perché mi hanno permesso di approcciarmi al tema della sinodalità in modo nuovo e più specifico, rispetto a quanto fatto finora nell'ambito della pastorale giovanile vicentina. Se da un lato, infatti, il mio essere giovane donna mi ha permesso di vivere in prima persona le varie fasi diocesane del sinodo indetto da papa Francesco «I giovani, la fede, il discernimento vocazionale», dall'altro mi ha provocata sul significato della parola «sinodo» declinata unicamente ad una porzione di chiesa, quella dei giovani. Nel contesto del convegno padovano, ho capito, invece, che la parola sinodo è chiara espressione di una vocazione innata della chiesa, quella di mettere in comunicazione tutti i suoi protagonisti (il popolo di Dio) affinché compiano un cammino di fede condiviso, fraterno e vissuto nella corresponsabilità.


Lara Iannascoli

 

 

 

 


©2015 Associazione Centro Documentazione e Studi “Presenza Donna”, Contrà Mure Pallamaio 23, 36100 - Vicenza - P.IVA: 02540700248

User Login
Non sei registrato? fallo ora!